IL JU-JITSU

è un’antica arte marziale giapponese, nata intorno al 1600, che trae origine da tecniche di combattimento nate in tempi ancor più remoti nei monasteri cinesi. Il principio fondamentale di queste tecniche, il “JU”, è quello di assecondare inizialmente l’attacco subìto, per sfruttarne subito dopo i punti deboli a proprio favore, secondo lo spirito taoista che veniva generalmente seguito nei monasteri dove nacquero le prime tecniche. Il JuJitsu poi fu migliorato nel corso degli anni, grazie alle intuizioni di alcuni grandi Maestri. Anche il JuJitsu “GoJu-Italia” nasce dall’introduzione nelle tecniche di importanti innovazioni, ad opera del M.o Gianni Rossato, allievo per molti anni del grande M.o Peter Urban. Io ho iniziato a conoscere questa arte marziale nel 1980, sotto la guida dei Maestri Guru Shabad Singh, Carlo Ballesi, e Carlo Del Proposto che è ancora oggi il mio Sensei.

Chi può praticare il GoJu-Italia per le sue specifiche caratteristiche, il JuJitsu Go-Ju Italia può essere praticato da bambini, ragazzi, adulti, sia uomini che donne. Ognuno riuscirà a trovare i tipi di tecniche e di allenamento che più gli si addicono, privilegiandoli rispetto al resto.

In cosa consistetutti voi avete più o meno presente cosa sia un’arte marziale, quindi posso parlarvi direttamente del JuJitsu, sottintendendo sempre che quello che descrivo vale in particolar modo per il JuJitsu della scuola Goju Italia. Le tecniche che vengono insegnate possono essere schematizzate nei seguenti gruppi: ATEMI (pugni e calci), NAGE WAZA (proiezioni, tecniche per “buttare a terra” l’avversario – visita la fotogallery!), KATAME WAZA (tecniche di combattimento quando si è a terra), UKEMI (tecniche per cadere, saltare, andare rapidamente a terra senza farsi male).

Come si svolge una lezione: La prima fase della lezione naturalmente è il riscaldamento. Vengono insegnati esercizi per sviluppare le capacità coordinative ed esercizi per sviluppare l’esperienza motoria, alternati ad esercizi di potenziamento, e all’insegnamento di tecniche di respirazione. A volte, per sviluppare il senso della difesa personale, si inizia la pratica senza fare prima il riscaldamento, e si lavora poi su tecniche che non sollecitano in maniera brusca il fisico di chi pratica. La seconda parte  della lezione è dedicata alla pratica delle tecniche, siano esse proiezioni, tecniche a terra, p. es. leve articolari o strangolamenti, o tecniche di calci o pugni. In questa parte di lezione si lavora sempre con un compagno, alternando movimenti di attacco e tecniche di difesa. E’ utile cambiare spesso compagno durante la lezione, per abituarsi anche a pesi, altezze e movimenti di persone diverse, in particolare per le ragazze. L’ultima parte della lezione è dedicata la maggior parte delle volte ai Kata e Ippon Kumite, ovvero a delle sequenze di tecniche preordinate che servono a tramandarne la conoscenza in maniera univoca. C’è in realtà anche un’altra parte della lezione, che si svolge in ristoranti, pizzerie, birrerie, case in campagna o al mare, ma questa non si può spiegare!!!!